Mario Nanni

Pubblicazione monografica

Nel 2022 ricorre il centenario della nascita di Mario Nanni, figura di spicco della storia locale tanto per il suo impegno nella lotta di Liberazione e di ricostruzione nel Dopoguerra quanto come esponente di respiro nazionale e internazionale dell’arte bolognese, in cui si è distinto per capacità e talento. Cogliendo questa coincidenza temporale si vuole mettere in luce l’attività e la personalità di Nanni attraverso un lavoro di ricerca storica che approfondirà il suo ruolo nella Resistenza locale in relazione agli eventi che hanno contraddistinto le vicende monzunesi.

 

Dare vita al futuro. Un libro illustrato racconta il legame tra Mario Nanni e Monzuno

La vita di Mario Nanni è stata piena di successi professionali e personali, ricca di incontri e di stimoli, con un punto fermo ben preciso: Monzuno. Il legame tra l’artista e la piccola realtà dell’appenino bolognese si instaura già dagli anni Venti del secolo scorso, quando Mario è ancora un bambino; con il tempo cresce e si rinsalda, facendo di Mario uno dei rappresentanti più amati e stimati della comunità monzunese.

Nel quadro del progetto Frammenti dal Passato PopHistory ha voluto ricordare la figura di Mario Nanni con un libro illustrato dal titolo Dare vita al futuro. Storia di Mario Nanni tra arte e impegno civile, in cui omaggiare il suo contributo e la sua memoria, cogliendo l’occasione della ricorrenza del centenario della sua nascita.

É con questo obiettivo che le storiche Marta Gara e Iara Meloni hanno ricostruito le diverse sfaccettature che compongono l’esistenza di Nanni, prima di tutto l’uomo e il partigiano, ma anche l’artista. La ricerca storica si è concentrata sui documenti degli archivi bolognesi riguardanti i mesi in cui il fronte della Seconda Guerra mondiale ha sconvolto e diviso il comune di Monzuno. Mario Nanni ha fatto parte della Brigata Stella Rossa di Lupo e ha avuto un ruolo importante nella ricostruzione del municipio e delle sue attività, traghettando tutto il territorio dalla distruzione della guerra alla volontà di ripartenza del dopoguerra. Cronache e testimonianze sono state poi trasformate in un intenso racconto romanzato ma verosimile, che ripercorre l’impegno civile di Nanni e la grande passione che lo animava. A rendere ancora più viva la narrazione sono le illustrazioni di Lucrezia Buganè, che entrano in un dialogo armonioso con le parole.

Questo intenso lavoro è stato reso possibile dal sostegno del Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto e dalla collaborazione con Anpi Monzuno e il gruppo di studi Savena Setta Sambro.

 

Chi era Mario Nanni

È l’estate del 1923 quando la vita di Mario Nanni e la storia di Monzuno si intrecciano per la prima volta, e così una gita dai nonni paterni si trasforma in una permanenza che durerà dieci anni.

È proprio a Monzuno, infatti, che Mario frequenta la scuola elementare, ed è tra i monti, i boschi e il paesaggio monzunese che Mario costruisce la sua identità e rinsalda un forte legame con questo territorio. L’infanzia serena, scandita dai rituali della vita contadina e dall’affetto della famiglia, è anche il momento in cui iniziano a intravedersi le doti artistiche del giovane Mario, che si diverte a tracciare mappe sul muro della scuola, come a fissare indelebilmente le coordinate dei suoi affetti e del suo mondo.

Nel 1933 Mario Nanni lascia Monzuno per ricongiungersi con la famiglia a Grosseto, ma è costretto a ripartire dopo pochi anni, prima per assolvere agli obblighi di leva e poi per servire l’Italia, nel frattempo entrata nella Seconda guerra mondiale.

Mario svolge i suoi compiti di telegrafista nell’esercito italiano fino all’8 settembre 1943, quando la firma dell’armistizio con gli Angloamericani crea confusione e sbandamento fra i militari italiani, e così decide di tornare a casa, riuscendo a raggiungere Monzuno con mezzi di fortuna. Il ricongiungimento con la famiglia è però brevissimo: la diserzione ai bandi di arruolamento emanati dalla Repubblica sociale italiana lo costringe alla clandestinità e a maturare la scelta di unirsi alla lotta di liberazione, mentre l’Appennino bolognese passa in pochi mesi da retrovia a zona di fronte di guerra.

Proprio in questi mesi rientra a Monzuno Mario Musolesi, che, con altri combattenti dei paesi limitrofi, compone quella che sarà ricordata come la brigata partigiana “Stella Rossa – Lupo”, dal nome di battaglia assunto dallo stesso Musolesi, punto di riferimento e centro delle operazioni di sabotaggio e guerriglia di quei mesi. Anche Mario contribuisce al successo delle azioni partigiane, seppur in secondo piano. È però testimone diretto di questo periodo cruciale e degli avvenimenti che lo caratterizzano, fino alla liberazione, che è davvero completa solo il 19 aprile del 1945 quando anche Vado è libera. Il prezzo pagato da questo territorio è altissimo, i bombardamenti hanno raso al suolo pressoché tutto quello che c’era prima della guerra, molte zone limitrofe sono minate e le vittime dei rastrellamenti nazifascisti, nel complesso dei tre comuni di Monte Sole – Grizzana, Marzabotto e Monzuno, sfiorano le mille unità.

Nel dopoguerra la vita di Mario Nanni prosegue e il suo talento artistico lo porta ad affermarsi a livello nazionale nelle arti figurative e nell’insegnamento, ma il suo legame con Monzuno e con quello che ha vissuto sull’appenino bolognese è indelebile. Per questo, nel centenario della sua nascita, vogliamo omaggiarlo con una pubblicazione ricca di curate illustrazioni, capace di sintetizzare la sua storia biografica e la sua passione per l’arte, in un armonioso intreccio di parole e disegni.

Frammenti dal passato
Luoghi, storie e musiche dal 1944-45

Un progetto di Public History finanziato dal Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto

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